Sala Esedra di Residenza Ripetta, via Ripetta 231, Roma
Cari amici sono lieta di invitarvi alla presentazione di 'Poveri e capitale' di Paolo Sorbi, che si terrà mercoledì 8 maggio, alle ore 17.30 a Roma, presso la Sala Esedra di Residenza Ripetta (in via Ripetta, 231).
Il libro è una analisi della storia che dagli schiavi dell’antica Roma, crocefissi sulla via Appia, arriva ai corpi anonimi dei migranti di oggi sepolti nel cimitero del Mar Mediterraneo.
Nell’occasione, ne parleremo con l'autore insieme al filosofo Mario Tronti, allo storico Giuseppe Vacca, al Piccolo Fratello di Gesù, Laurent Chavelet. A moderare l’incontro, la giornalista Maria Elena Capitanio.
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segreteria@litaliacheverra.itPRESENTAZIONE DEL LIBRO:” Poveri e capitale. La povertà nella politica”.
Tutto lo sforzo dell’autore è stato quello di “tradurre” per il peculiare “arcipelago cattolico” - dove opera la Caritas, dove sono presenti associazioni di impegno sindacale e civile, i movimenti ecclesiali, la grande storia della povertà, dei poveri, di quei poveri che si auto organizzano nel corso dei millenni. Per liberarsi dallo sfruttamento, per il potere dei poveri, dei proletari. Nella storia moderna infine, drammaticamente, uccidere e uccidendosi tra loro. Come accadde tutto questo? Dove gli errori tragici? L’autore ne indaga le pieghe psicopolitiche, quasi come in un giallo contemporaneo.
Cadere sconfitti. Sciogliersi, come neve al sole, sotto l’incalzare irresistibile di nuove forze tecnologiche, negli ultimi decenni, di diffusi cambiamenti nei mercati dei lavori della lunga globalizzazione e stagnazione dell’economia. Ma la crescita della povertà, per l’autore, oggi ritornaSorbi legge questo megatrend attraverso l’Enciclica “Laudato Si”. Nuove dimensioni collettive si formano attraverso la realtà dei movimenti dei ‘migrantes’.
La storia dei conflitti dei poveri è descritta attraverso episodi come le guerre dei contadini durante la riforma protestante tra fine quattrocento e cinquecento, le dinamiche dei rivoluzionari del 1789 a Parigi, dei proletari nella Russia del 1917.Tanti altri episodi vengono descritti nel libro. Storie d’insurrezioni medioevali, delle rivolte, delle manifestazioni, di proteste, di atti di pace e dialogo. Per l’autore non c’è una sola storia e storiografia dei poveri che lottano, ma differenti interpretazioni. Il dato sociologico sempre presente è la volontà di organizzarsi indipendentemente. Rompere la relazione di sfruttamento, di essere ridotti, nella modernità, a merci. Tutte queste dinamiche sono analizzate dalle scienze umane, in particolare vengono descritti i complessi meccanismi della psicologia politica e dei raccordi con la sociologia nei decisivi processi di urbanizzazione e secolarizzazione, con la genesi antropologica del ‘capro espiatorio’.
Dall’antico grido di libertà del gladiatore e schiavo ribelle Spartaco alle nuove grida di lotta nelle fabbriche moderne, in tutto l’arco del novecento, trascorrono più di duemila anni. Sempre, per i poveri, alla ricerca di una società altra. Tutto un mondo contadino e operaio emerge in queste pagine nel suo protagonismo solidale. Tanti segni dei tempi così ben definiti da papa Francesco e prima di lui da papa Giovanni XXIII. Sino all’azzardo finale che l’autore, volutamente solo accenna: il ritorno contemporaneo del mito politico sotto forma del Mistero d’Israele…
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Paolo Sorbi, nato a Firenze nel 1942, è sociologo. Laureatosi a Trento alla fine del’68. Tra i protagonisti di quella straordinaria esperienza di movimento di lotta antiautoritario degli studenti di Sociologia, da lui sempre descritta come una nuova Barbiana per il rigore critico che caratterizzarono, a livello europeo con Berlino, le lotte studentesche di quell’anno decisivo. È stato professore straordinario di Sociologia, per quasi quindici anni, all’Università Europea di Roma e dirige il CRIPPEG (Centro di Ricerche di psicologia politica e geopolitica) di quell’Università con una sede anche a Gerusalemme. Coautore del libro collettaneo insieme a Barcellona, Tronti e Vacca:” Emergenza antropologica” (Guerini 2012). Collaboratore del quotidiano Avvenire e di Vita e Pensiero sui temi della globalizzazione e dell’ebraismo contemporaneo.